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  • Un Ordine del Giorno, in Sicilia, per l'applicazione della Legge 328  
    È stato fruttuoso, in tal senso, l'impegno dell'ANFFAS Sicilia (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale), che solo pochi giorni fa aveva incontrato Vincenzo Vinciullo, vicepresidente della Prima Commissione Affari Istituzionali dell'Assemblea Regionale Siciliana, evidenziando in particolare la difformità di trattamento delle persone con disabilità nel territorio regionale e la conseguente mancata attuazione dei servizi spettanti di diritto alle persone con disabilità stesse (continua...)
  • La giurisprudenza lo ribadisce ancora: conta solo la situazione economica dell'assistito  
    «Valorizzare la persona con disabilità di per sé, come soggetto autonomo, a prescindere dal contesto familiare in cui è collocato, anche se ciò può comportare un aggravio economico per gli enti pubblici»: lo si scrive nell'ennesima Sentenza - prodotta questa volta qualche giorno fa dal TAR del Veneto - che conferma come nella compartecipazione al costo dei servizi a favore di persone con disabilità grave e anziani non autosufficienti, conti solo la situazione economica dell'assistito (continua...)
  • Approvata la nuova normativa sui permessi, ma siamo lontani da ciò che serve  
    Lo dichiara Pietro Barbieri, presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), dopo l'approvazione definitiva da parte del Governo del riordino della normativa in materia di congedi, aspettative e permessi per le persone che assistono familiari con grave disabilità. «Siamo lontanissimi - ha commentato Barbieri - tanto dai pretesi obiettivi antielusivi di risparmio posti dal Governo, quanto dalla restituzione alla persona con disabilità del diritto di scegliere da chi, come e quando farsi assistere». Per questo la FISH ha annunciato un rilancio del confronto con Governo, Opposizione e Parti sociali, per una profonda modifica di questi benefìci, forte anche della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità - diventata la Legge dello Stato Italiano 18/09 -, che restituisce centralità alla volontà delle persone con disabilità in tutto ciò che direttamente le riguarda (continua...)
  • Le Sentenze parlano chiaro: conta solo la situazione economica dell'assistito (di Francesco Trebeschi*)
    Dopo le più recenti Sentenze del Consiglio di Stato - senza contare l’ampia giurisprudenza di questi anni proveniente dai Tribunali Amministrativi Regionali - non vi sono più dubbi su un paio di princìpi: che da una parte, nella compartecipazione al costo dei servizi a favore di persone con disabilità grave e anziani non autosufficienti, conta solo la situazione economica dell’assistito, che dall'altra i diritti delle persone con disabilità all'erogazione di servizi costituenti livelli essenziali di assistenza sono incomprimibili e come tali esigibili. Mentre poi il TAR di Milano riconosce il diritto al risarcimento del danno esistenziale, va notato come questa diffusa giurisprudenza indichi ai Comuni con difficoltà di bilancio anche le possibili strade da seguire. Vediamo i vari aspetti di tali questioni, in questa ampia e approfondita analisi (continua...)
  • Contributi per patologia o per bisogno? (di Fabio Ragaini*)
    A proposito di un recente provvedimento della Regione Marche a favore delle persone malate di sclerosi laterale amiotrofica, esso si caratterizza, secondo il Gruppo Solidarietà, «per la violazione del principio costituzionale di uguaglianza, con una stessa condizione che determina il beneficio per qualcuno e non per altri». «Se quindi è più che legittimo - conclude per conto dell'organizzazione marchigiana Fabio Ragaini - che le associazioni di categoria chiedano, è altrettanto indispensabile che le Istituzioni programmino e finanzino sulla base dei bisogni delle persone, a prescindere dalla categoria di appartenenza o alla diagnosi. Purtroppo nelle Marche ciò non accade ed è grave per il messaggio che viene veicolato. Una Regione, infatti, ha il dovere di garantire interventi e servizi per soggetti che ne hanno bisogno per vivere, senza introdurre discriminazioni, ma anzi lavorando affinché il principio di uguaglianza tra i Cittadini venga perseguito senza ambiguità» (continua...)
  • La Regione Sicilia si impegna ad applicare quella legge  
    Si tratta della Legge 328 del 2000, meglio nota come "riforma dell'assistenza", ed esattamente dell'articolo 14 di essa, quello che prevede il diritto di ogni persona con disabilità - e di chi la rappresenta - di chiedere al Comune di scrivere il proprio progetto personalizzato di vita, d'intesa con l'ASL e con i diversi soggetti sociali e istituzionali che devono agire per realizzare la piena integrazione sociale. Un tema assai caro alle varie componenti dell'ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale), tra le quali si è particolarmente impegnata l'ANFFAS Sicilia, anche alla luce delle grandi difficoltà di applicazione della norma nell’Isola (continua...)
  • Informarsi e saper informare sui diritti  
    «Informare, divulgare, rendere coscienti le persone sui propri diritti e doveri significa operare per trasformarli in Cittadini consapevoli, reattivi e responsabili»: sta soprattutto in questo il senso del ciclo di conferenze formative promosso dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), in collaborazione con CSVnet (Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato), nell'ambito del Progetto "Le parole dei diritti. Le associazioni si confrontano con il linguaggio della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità". Gli incontri incominceranno il 6 giugno a Firenze e proseguiranno nei giorni successivi a Roma, Napoli, Palermo, Genova e Rovigo (continua...)
  • Perché la FIADDA non è d'accordo con quella Proposta di Legge (di Antonio Cotura*)
    Come avevamo scritto nei giorni scorsi, non sono univoche - nemmeno da parte delle stesse associazioni impegnate per i diritti delle persone sorde - le posizioni nei confronti della Proposta di Legge n. C 4207, già approvata dal Senato, con la quale si dettano "Disposizioni per la promozione della piena partecipazione delle persone sorde alla vita collettiva e riconoscimento della lingua dei segni italiana". Dopo avere dato quindi spazio a chi ritiene incostituzionali alcune parti di quella Proposta di Legge e successivamente alle iniziative di protesta del movimento trasversale Lingua dei Segni subito!, che ne chiede invece una rapida approvazione, pubblichiamo oggi le parti essenziali dell'intervento di Antonio Cotura, presidente della FIADDA (Famiglie Italiane Associate per la Difesa dei Diritti degli Audiolesi), nel corso della sua audizione alla Commissione Affari Sociali della Camera. La posizione della FIADDA - associazione aderente alla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) - è contraria a questa Proposta di Legge, in quanto, secondo tale associazione, «essa reca elementi che non corrispondono all'attuale realtà delle problematiche legate alla sordità» (continua...)
  • Le iniziative di chi vuole una rapida approvazione di quella Proposta di Legge  
    Non sono univoche - nemmeno da parte delle stesse associazioni impegnate per i diritti delle persone sorde - le posizioni nei confronti della Proposta di Legge n. C 4207, già approvata dal Senato, con la quale si dettano "Disposizioni per la promozione della piena partecipazione delle persone sorde alla vita collettiva e riconoscimento della lingua dei segni italiana". Dopo avere dato spazio nei giorni scorsi a chi ritiene incostituzionali alcune parti di quella Proposta di Legge, rendiamo ora conto delle iniziative di protesta del movimento trasversale Lingua dei Segni subito!, che ne chiede invece una rapida approvazione (continua...)
  • Ecco perché quei Sindaci hanno torto (di Francesco Santanera*)
    Si tratta di quei Sindaci dell'ULSS 6 di Vicenza i quali hanno deciso all'unanimità che debbano essere le famiglie delle persone con disabilità a compartecipare economicamente al costo dei servizi ad esse dedicati. Lo avevamo denunciato qualche settimana fa e ora approfondiamo le ragioni per cui quel provvedimento - leggi, sentenze e anche buon senso alla mano - sia del tutto fuori luogo. Più in generale, come si scrive dal CSA di Torino, «c'è a questo punto l'assoluta necessità che i Parlamentari, i Ministri e gli Amministratori delle Regioni e degli Enti Locali riconoscano - nell'attribuzione dei finanziamenti relativi agli investimenti e alla gestione - l'assoluta priorità delle attività che incidono sulla sopravvivenza delle persone non autosufficienti a causa di malattie o di handicap invalidanti o in gravi condizioni di bisogno socio-economico, specie se con minori a carico» (continua...)

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