Editoriale
Propone interventi e opinioni di persone autorevoli legate alla Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap, su tematiche legate all'attualità, alle politiche per la disabilità, ad eventi di rilievo per il settore.
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L'unico modo per combattere l'ignoranza e il pregiudizio
(di Franco Bomprezzi*) Pochi si sono accorti della parte più bella della triste storia accaduta a Treviso, ove in una pizzeria una bimba con sindrome di Down è stata insultata e la sua famiglia invitata «a restarsene a casa». Per noi è l'orgoglio dimostrato da quel papà che evita di imbarcarsi in una discussione sgradevole che potrebbe mortificare la figlia, uscendo con dignità dal locale e rivolgendosi poi civilmente al giornale della sua città per raccontare la vicenda. Un orgoglio che non è generico amore per la figlia, ma consapevolezza della ricchezza di valori contenuta in quell'esistenza, unica, irripetibile, gioiosa. Un orgoglio da raccontare, diffondere, trasportare ovunque, perché è appunto questo l'unico modo per combattere l’ignoranza e il pregiudizio (continua...)
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Questa è oggi l'Italia dell'informazione. E della politica
(di Franco Bomprezzi) Ovvero un Paese che letteralmente "non si accorge" della grande manifestazione nazionale promossa a Roma, il 3 dicembre, dalle associazioni di persone con disabilità e delle loro famiglie, in un Teatro Valle pieno fino a traboccare. La stessa Italia, insomma, che prima nel 2006 e poi all'inizio di quest'anno si era accorta a malapena dell'approvazione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità - il primo trattato internazionale sui diritti umani del nuovo millennio - e poi della ratifica della Convenzione stessa da parte del nostro Paese (continua...)
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Hanno ragione tutti quelli che protestano
(di Pietro Barbieri*) «La stanchezza attaglia i più, la rabbia altri che, seppur isolati, "usano se stessi", il loro corpo e la loro malattia per l'ultima protesta. Non possiamo biasimarli, anzi». Lo dichiara il presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), in riferimento allo sciopero della fame avviato in questi giorni da alcune persone della Sardegna malate di sclerosi laterale amiotrofica, evidenziando anche i tagli al Fondo per le Politiche Sociali e i limiti del federalismo "all'italiana". Nel frattempo - notizia dell'Ultim'Ora - sembra arrivare una risposta concreta alla protesta da parte del viceministro alla Salute, che convoca in via straordinaria per il 12 novembre la Consulta Nazionale per le Malattie Neuromuscolari (continua...)
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Questa vicenda non deve cadere nel silenzio e nell'indifferenza
(di Franco Bomprezzi) È quanto accaduto a Nunzia Coppedé, presidente della FISH Calabria (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), vittima nei giorni scorsi di un sabotaggio ai freni del suo veicolo adattato al trasporto di persone con disabilità, atto che solo grazie alla prontezza dell'autista non ha avuto gravi conseguenze. Nel riferire la vicenda, avevamo anche chiesto a tutti i Lettori e a tutti i Cittadini, di ogni parte d'Italia, solidarietà e vicinanza per Nunzia Coppedé e torniamo a farlo oggi, tentando anche di "bucare" il "muro di silenzio" che rischia di avvolgere il fatto (continua...)
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Le parole, i fatti e i silenzi
(di Carlo Giacobini*) Il rinnovamento culturale - si sa - ha i suoi tempi, ma la copertura economica no: serve subito, dal momento che le persone con disabilità hanno necessità ora e qui di servizi, assistenza e garanzie. Ripensando alla Terza Conferenza Nazionale sulle Politiche della Disabilità di Torino, appare quindi stridente il contrasto tra la celebrazione governativa (e non) dei rinvigoriti diritti sanciti dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità e la deriva dell’impegno economico a favore di queste ultime, dei non autosufficienti e delle loro famiglie, come ben dimostra la sostanziale scomparsa del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali e di quello per la Non Autosufficienza (continua...)
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Conferenza di Torino: appunti per i giornalisti
(di Franco Bomprezzi*) Quasi certamente anche questa volta - come per le precedenti Conferenze Nazionali sulla Disabilità - saranno le edizioni locali dei quotidiani a raccontare quella di Torino, il prossimo fine settimana, con l’aggiunta delle agenzie di stampa, di qualche giornalista "di nicchia" e poco più. Eppure di storie da raccontare potrebbero essercene molte e tutte interessanti. Ci sono persone con disabilità che girano il mondo in lungo e in largo, studiano, lavorano, si innamorano, sopravvivono in situazioni estreme, invecchiano, sono uomini e donne, non sono marziani. Possibile che la curiosità, molla del mestiere di giornalista, non ne spinga nessuno a chiedere al proprio direttore di essere inviato due giorni a Torino (che non è Kabul)? (continua...)
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Come gli altri, assieme agli altri
(di Giorgio Genta*) Proponiamo una riflessione sui temi della partecipazione, dell'inclusione e della discriminazione delle persone con disabilità e delle loro famiglie, scaturita in occasione di un'interessante iniziativa - denominata proprio "Focus Group su Discriminazione e Segregazione" - promossa in queste settimane dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) (continua...)
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Si capisce perché parliamo di «cittadini invisibili»?
(di Giuliano Giovinazzo) Sicuramente non è una sorpresa, certo non ne faremo un dramma. Ma resta l'amarezza nel constatare che nessun organo d'informazione a diffusione nazionale ha dato la notizia - nemmeno sotto forma di rapido lancio - della ratifica da parte del Parlamento Italiano di un Trattato che potrà cambiare la vita di milioni di persone. Cari giornalisti, serviva forse cucire addosso a tale evento una "storia" o magari una polemica con il Vaticano, per rendere la notizia "appetibile" a un'opinione pubblica che probabilmente considerate addirittura più pigra di quello che realmente sia? (continua...)
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Grazie Candido
(di Franco Bomprezzi) Anche tante persone con disabilità hanno ricordato commosse il giornalista Candido Cannavò, scomparso nei giorni scorsi. Perché colui che era stato per tanti anni apprezzato direttore della «Gazzetta dello Sport», aveva ben capito che per parlare a tutti, anche a quelli che si erano sempre girati dall’altra parte nel sentire la parola "handicap", era necessario raccontare storie vere, interessanti, riconoscibili, emotivamente forti. Questo era stato ad esempio il suo bel libro "E li chiamano disabili" (continua...)
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L'altra Italia alzi la testa
(di Franco Bomprezzi*) Dobbiamo reagire in tanti, prima che sia troppo tardi, a questi segnali precisi di una violenza diffusa e tollerata, violenza individuale, di gruppo o di "branco", violenza che si nutre di parole pesanti, di "tolleranza zero", di proclami quotidiani. Ed è la cultura "giusta", quella della solidarietà, del rispetto, della vicinanza ai più deboli, che deve alzare la testa (continua...)
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