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Editoriale

Propone interventi e opinioni di persone autorevoli legate alla Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap, su tematiche legate all'attualità, alle politiche per la disabilità, ad eventi di rilievo per il settore.

  • La CEI e i "sovversivi" (di Pietro V. Barbieri* e Giuliano Giovinazzo)
    L'ennesimo richiamo della Conferenza Episcopale Italiana riguarda il Movimento Pax Christi e la Marcia della Pace di Capodanno, organizzata da quest'ultimo. Non gradita la presenza tra i relatori del missionario Arturo Paoli e di Antonio Papisca, docente di Diritto Internazionale all'Università di Padova, cui va tutta la solidarietà della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'handicap) (continua...)
  • La differenza tra diritti e privilegi (di Luisella Bosisio Fazzi*)
    «Se non valgono per ciascuno e per tutti, i diritti diventano privilegi». Una preziosa riflessione frutto dell'incontro a Rabat, in Marocco, con numerose madri di persone con disabilità, da parte della presidente del CND (Consiglio Nazionale sulla Disabilità) (continua...)
  • Riabilitazione, scuola, assistenza (di Giorgio Genta*)
    Tre parole chiave che legano le "famiglie con disabilità" e che riassumono quanto di meglio oggi si può fare per un figlio che nasca gravemente disabile o che lo divenga nella prima infanzia (continua...)
  • Per non arrivare all'elemosina (di Pietro V. Barbieri*)
    I 620 milioni di euro resi liberi dopo lo slittamento della riforma del TFR devono restare di competenza del Ministero del Welfare, per non rischiare di accentuare ulteriormente vere e proprie situazioni di povertà riguardanti i disabili (continua...)
  • Miracolo a Roma (di Giorgio Genta*)
    Un vero e proprio "miracolo" è quello indotto dalla Legge Finanziaria: ovvero far muovere e scendere in piazza anche le persone con disabilità gravissima, incapaci altrimenti di muovere solo un passo! Si protesta contro tutto ciò che oggi funziona poco e male e che domani - grazie a questa Finanziaria - potrà funzionare anocra meno e peggio (continua...)
  • Quadrare il cerchio (di Salvatore Nocera*)
    Non è facile "far quadrare il cerchio", in epoca di globalizzazione, tra libero mercato e diritti sociali. Né lo sarà per un Parlamento italiano anche a maggioranza diversa da quella attuale. Un'ampia riflessione di Salvatore Nocera, che percorre l'attuale panorama economico e sociale, sia in Italia che in Europa (continua...)
  • Le parole sono pietre (di Giampiero Griffo)
    La lingua italiana aggiorna continuamente il proprio vocabolario: la conferma è data anche dalle nuove edizioni dei dizionari che introducono i neologismi: parole che descrivono nuovi fenomeni o che cercano di modificare precedenti definizione. Il recente vocabolario della lingua italiana Zingarelli ha introdotto ad esempio il termine “diversabile” (p. 579). «La Repubblica» ha commentato: «Muta anche il politicamente corretto: disabile ora si può dire diversabile» (continua...)
  • L’INPS ci riprova (di Pietro V. Barbieri e Carlo Giacobini)
    Mentre le politiche sociali attendono una svolta radicale nella programmazione e nei finanziamenti, in ambito di accertamento della disabilità e della presa in carico delle persone e dei loro bisogni, avanzano invece proposte e tentativi che vanno in tutt'altra direzione: quella del mero contenimento della spesa (continua...)
  • Mi chiamo Italo, per me il lavoro è importante! (di Italo Maddalena)
    Eccezionalmente l'editoriale di oggi del nostro sito non è affidato ad un professionista della comunicazione, ma a Italo, 31 anni, lavoratore con sindrome di Down, noto anche al pubblico televisivo della serie "La squadra", dove ha ricoperto un ruolo centrale in una delle puntate. Il racconto della sua esperienza - avvenuto durante la presentazione della Giornata Nazionale delle Persone con Sindrome di Down - ci sembra meriti appieno questo spazio. Volutamente ne abbiamo rispettato la versione originale, anche dal punto di vista sintattico (continua...)
  • E se i bambini non fanno oh? (di Claudio Imprudente*)
    Quando un bambino di quattro anni può rendere la lettera H un simbolo di libertà e non più di "handicap" o di "ospedale". Una riflessione di Claudio Imprudente (continua...)

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