Cronaca
Notizie di cronaca legate, anche marginalmente, alla disabilità.
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I diritti, i doveri e i «privilegi»
(di Katia Pietra) «Non mi limiterò ad aspettare - scrive Katia Pietra - che la Società Civile decida se condannarci alla "morte civile" dell'invisibilità, della non inclusione motivata dal nostro "costo" troppo elevato o se invece riconoscerci come cittadini a tutti gli effetti. So infatti che abbiamo dei doveri, ma anche dei diritti e che di questa Società Civile pretendo di fare parte anch'io». Alcune "riflessioni spigolose" di una donna con disabilità, al tempo della crisi (continua...)
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Sono disgustato dalla pochezza del giornalismo italiano in tema di disabilità
(di Franco Bomprezzi*) Tacciono, fanno finta di non sapere, di non aver capito e invece sono conniventi, tuonando dal loro pulpito di carta contro i "falsi invalidi", abboccano come "carpe" all'amo dei "falsi numeri", si occupano d'altro, si schierano a metà, sempre a metà, ma quando ci sarebbe bisogno di una bella testimonianza di professionismo - come nel caso di questa Manovra Finanziaria che in realtà colpisce i "veri invalidi" - spariscono, si eclissano, si negano. E a pagare restano le persone con disabilità e le loro famiglie... (continua...)
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A Varese insieme per i diritti
(di Rosalia Chendi*) Non importa il tipo di patologia, pur tenuto conto della specificità di ciascuna; non importa l’età del disabile, pur sapendo che le esigenze hanno risposte differenti; non importa dove e con chi vive la persona con disabilità, purché la sua vita sia dignitosa: sono questi i tre princìpi fondamentali sui quali è recentemente nato il Coordinamento Varesino delle Associazioni di Disabilità, per formare una "voce sola" in difesa dei diritti delle persone con disabilità (continua...)
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Cieco? No, grazie! ovvero Le mille forme della discriminazione
(di Chiara Pizzimenti) La discriminazione arriva questa volta dall'Austria, ed esattamente da una radio di quel Paese, che dapprima seleziona un giovane giornalista italiano per un colloquio di lavoro, ma successivamente - dopo avere appreso che egli è cieco - ritiene di dover fare marcia indietro. «Avrebbe dovuto dircelo quando ha fatto domanda», gli scrivono anche, ma «quando mando un curriculum per un colloquio di lavoro - risponde il protagonista della vicenda - ho tutto il diritto di non comunicare il mio handicap». E aggiunge: «Il fatto che io sia non vedente non dev'essere una discriminante né in positivo né in negativo per quel che riguarda un mio potenziale futuro lavorativo in quella radio» (continua...)
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2 Giugno: e se diventasse anche la festa dell'«Italia che vogliamo»?
(di Bruno Tescari*) «Perché - scrive Bruno Tescari nei nuovi Fogli "Duende" della Lega Arcobaleno - non può essere quella della parata militare del 2 giugno ai Fori Imperiali di Roma a rappresentare tutti gli italiani, persone con disabilità comprese, quella che in due ore e mezzo spettacolarizza, con l'aiuto dei media che ci ignorano nella nostra dimensione sociale, il bruciare vari miliardi di euro nella stessa mattina in cui si sa che con la Manovra Finanziaria le spese per le missioni militari avranno un "ulteriore" aumento di 300 milioni...» (continua...)
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Questa è una proposta dignitosa
(di Franco Bomprezzi*) Forse sarebbe più accettabile mettere le mani nelle tasche dei cittadini con disabilità, che non stravolgere diritti e princìpi conquistati a caro prezzo, in decenni di battaglie civili e accordi parlamentari, come si rischia di fare ad esempio modificando le percentuali d'invalidità. E oltre a questo il ministro dell'Economia Giulio Tremonti continua pubblicamente a ripetere alcune affermazioni gravemente sbagliate, sia sul numero degli invalidi civili, sia sul fatto che a causa loro l’Italia «non può essere competitiva», sia sui limiti di reddito necessari per avere l'assegno d'invalidità. Non sarebbe dunque meglio che ogni invalido civile versasse una piccola quota per contribuire a risanare i conti pubblici del nostro Paese, in cambio del silenzio sulla disabilità, da parte del ministro Tremonti, da qui ai prossimi anni? Una provocazione? No, una proposta dignitosa, da cittadino con disabilità a testa alta (continua...)
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Ma quando ci si occuperà dei veri invalidi?
(di Laura Borghetto*) «Per noi che viviamo accanto ai "veri invalidi" - scrive Laura Borghetto - è mostruoso pensare che ci sia chi si finge cieco o in carrozzina. Ma è altrettanto mostruoso vivere in un Paese che abbassa continuamente la soglia dei diritti sociali delle persone, che firma e ratifica la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità e poi queste ultime le caccia dalla scuola, dal mondo del lavoro, dal diritto all'inclusione». Riceviamo e ben volentieri pubblichiamo, dalla presidente dell'associazione L'abilità ONLUS - Strategie familiari nella disabilità della prima infanzia (continua...)
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Al Quirinale per «fare cultura della disabilità»
(di Marina Cometto) Come avevamo preannunciato, un gruppo di mamme, in rappresentanza di tante altre che hanno un figlio con varia disabilità, si sono recate a Roma, al Palazzo del Quirinale, per essere ricevute dal presidente della Repubblica. «Non possiamo più continuare a sopportare tacendo», avevano scritto nella lettera che ne preannunciava l'arrivo. Le cose non sono andate proprio come desideravano, ma le componenti del gruppo si sono dichiarate ugualmente soddisfatte, per aver compiuto il primo passo di un percorso lungo, impegnativo e irto di ostacoli (continua...)
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Programmazione triennale, 40.000 giovani all'anno e più attenzione alla disabilità
Così si ricostruisce il Servizio Civile Nazionale, secondo la CNESC (Conferenza Nazionale Enti Servizio Civile), che dopo aver preso atto di alcuni fatti nuovi - tra i quali il drammatico taglio delle risorse finanziarie statali - ha presentato la propria proposta di riforma, messa a disposizione dei gruppi parlamentari e dei componenti delle Commissioni Affari Costituzionali di Senato e Camera. Alla disabilità viene specificamente dedicato uno dei sette punti del documento (continua...)
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La goccia che fa traboccare il vaso
(di Fulvio Santagostini*) «È una questione di serietà, competenza e conoscenza - scrive Fulvio Santagostini, presidente della LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità) - di quello che significa essere una persona con disabilità e di cosa significa vivere con essa nel contesto sociale del nostro Paese». E dopo i recenti provvedimenti contenuti nella Manovra Finanziaria, che ben lungi dal cercare di colpire i "falsi invalidi", penalizzano invece quelli veri, è giunto davvero il momento di dire basta! (continua...)
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